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La storia locale in un libro: don Domenico Marrone racconta don Riccardo Maresca

Immagine del redattore: Alessandro Masulli
Alessandro Masulli
7 ago
Tempo di lettura: 3 min

Don Domenico Marrone ha pubblicato nel 2022, per la casa editrice Rotas, un libro che traccia con accuratezza la figura di don Riccardo Maresca, un personaggio poliedrico e fondamentale per la storia locale, regionale e nazionale.



Don Domenico, chiamato da tutti don Mimmo, non è solo un autore molto prolifico, ma un sacerdote, teologo, docente e autore pugliese. Ha conseguito il Dottorato in Teologia Morale presso la prestigiosa Accademia Alfonsiana di Roma e la Laurea in Scienze della formazione continua all'Università degli Studi di Foggia. E’ docente di Teologia Morale presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose Metropolitano S. Sabino di Bari. Dal 1986 è presbitero dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie ed è lo storico parroco della Chiesa Madre a San Ferdinando di Puglia. Per vent'anni, dal 1999 al 2019, è stato il direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose S. Nicola il Pellegrino di Trani. È stato inoltre Vicario Episcopale e segretario generale del primo sinodo diocesano. Ha pubblicato vari scritti e riflessioni di carattere spirituale e sociale, tra cui l'opera di versi Voci di dentro. Versi dell'anima, offrendo spunti di crescita umana e cristiana.



Il volume analizza in chiave critica e storiografica la figura di Riccardo Maresca, un importante sacerdote, intellettuale ed educatore italiano del diciannovesimo secolo, noto per il suo impegno civile prima e dopo l'Unità d'Italia. All’esito di un rigoroso vaglio di fonti archivistiche, repertori bibliografici e scritti d’autore, l'opera si configura come un contributo di spiccata originalità scientifica. La vita di Riccardo Maresca si è divisa tra la Puglia e la Campania, lasciando un segno profondo nella storia della scuola e del Risorgimento. Nacque a Barletta il 27 aprile del 1828 da Vincenzo e Carmela Salerno. Ricevuta l'ordinazione sacerdotale per le mani dell'Arcivescovo Giuseppe de' Bianchi Dottula (1809 - 1892) nel 1852, diventa Economo Curato a San Ferdinando di Puglia nel 1854, cittadina situata nel basso Tavoliere pugliese, ricoprendo l'incarico fino al 1859 accanto al parroco don Gennaro Ricco. Scrisse nel 1856 una prima monografia, divisa in quattro parti, sul paese appena nove anni dopo la sua fondazione nel 1847 come colonia agricola, descrivendo apertamente la povertà dei primi abitanti dell'originario casale medievale di San Cassano, parte della contea di Canne, da dove nascerà la colonia di san Ferdinando. Fu il primo maestro del paese. Superò lunghi ostacoli burocratici per insegnare ai bambini delle elementari, delle medie e nei corsi serali. A causa di forti contrasti con il parroco locale, Don Gennaro Ricco, decise di abbandonare il paese. Sostenne l'Unità d'Italia, criticando il vecchio governo dei Borbone e difese l'opera del Re Vittorio Emanuele II. Contestò aspramente il brigantaggio perché minacciava la libertà della nuova nazione. Lasciò l'abito talare ma non la fede, trasferendosi a Caivano, vicino Napoli, dove smise di fare il prete e creò una famiglia, sposando Filomena Larovere, senza mai abbandonare la religione cattolica. Ebbe tre figli: Carmela (1871), Antonio Luigi (1873), Enrichetta Maria (ca. 1878), quest’ultima sposò il brigadiere della Reale Guardia di Finanza Francesco Luchetti. Insegnante elementare per circa quarant’anni nelle scuole di Caivano, continuò a scrivere fino alla morte, avvenuta il 5 dicembre del 1908.


Atto di morte di Riccardo Maresca
Atto di morte di Riccardo Maresca

Fu un grande oratore e pubblicò molti testi sulla politica scolastica e sulla vita civile del tempo. Si narra che gli alunni delle scuole primarie, nella fausta ricorrenza della festa del IV centenario del miracolo, celebrata nella seconda domenica di maggio del 1883, furono condotti dai propri maestri in pellegrinaggio al santuario il giovedì mattina antecedente per offrire al cospetto della Vergine fiori e un tappeto per l’altare maggiore. Il nobile e devoto intendimento toccò profondamente l’animo del professor Maresca, fungendo da catalizzatore per la sua ispirazione poetica; egli compose così un'opera in forma di supplica lirica, formalmente indirizzata alla Vergine Maria di Campiglione. La sua composizione in versi tributata, ancora oggi, riveste un ruolo preminente nella tradizione letteraria e devozionale del territorio. Essa non solo centralizza le manifestazioni della pietà popolare, ma concorre in modo determinante alla strutturazione dell'identità socio-culturale e spirituale di Caivano.


  A Te, che dilettissima

Sei dell’Amor di Dio,

Di Campiglione o Vergine

Consacro l’Inno mio.

Tu, che alla Madre supplice

Per l’innocente figlio

Dalla tua sacra Immagine

Chinasti a terra il ciglio,

E nelle forme amabili

Di giovin cavaliere

Nunzio di grazia un Angelo

Desti alle sue preghiere,

Volgi alle nostre lacrime

Quel tuo divin sorriso

E in Caivan rinascere

Vedrassi il Paradiso.

Sia oggi e in tutt’ i secoli

Iddio glorificato

In mezzo a questo popolo

Da te cotanto amato

 

 

 

 
 
 

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