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Pietro De Mattia: il garibaldino sepolto nel Cimitero di Somma Vesuviana

  • Immagine del redattore: Alessandro Masulli
    Alessandro Masulli
  • 25 giu 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 11 feb

I

I protagonisti dell'impresa garibaldina del 1860 sono ricordati oggi come "i Mille". La dizione, però, non tiene conto di tante altre migliaia di volontari che decisero di combattere sotto il comando di Garibaldi, dando il contributo fondamentale per la riuscita dell'impresa. Nel Cimitero Cittadino di Somma Vesuviana riposa in una tomba il garibaldino Pietro De Mattia, che offrì il suo contributo alla causa tra il 1860 e il 1866. Ma chi è Pietro De Mattia e come mai i suoi resti riposano a Somma? Dopo una accurata ricerca nel Fondo Stato Civile dell’Archivio storico cittadino e nei registri dello Stato Civile del Comune di Vallo della Lucania abbiamo finalmente appreso che il De Mattia nacque l’11 ottobre del 1839 a Vallo della Lucania dal possidente locale Don Aniello De Mattia e da Donna Gaetana Auricchio e si sposò il 21 aprile del 1867 con Giuseppa Lombardi del vicino Comune di Rutino. Vedovo, morì il 12 giugno del 1929 a Somma Vesuviana in Piazza Vittorio Emanuele III. Sulla Domenica del Corriere del 30 giugno 1929 - Anno VII (Supplemento illustrato del Corriere della Sera) un eloquente necrologio celebra la sua vita da combattente per l' Unità d'Italia: A novant' anni si è spento a Somma Vesuviana il garibaldino Pietro de Mattia. Aveva combattuto a fianco di Garibaldi sino al 1866 e si era guadagnato sul campo alcune decorazioni e la promozione a ufficiale. Fu inumato nella Cappella della Confraternita del Rosario e, successivamente, dopo l' esumazione, i suoi resti furono collocati in una tomba in marmo bianco di Carrara, sormontata da una stupenda croce celtica, simbolo tra il mondo terreno e quello celeste. La sua presenza a Somma Vesuviana era legata al fatto che il figlio Aniello, all'epoca, era segretario del Municipio di Somma Vesuviana. A testimoniare la morte furono il vice segretario Francesco Perna e il ragioniere municipale Vincenzo D'Avino. Ufficiale dello Stato Civile era il podestà dott. Alberto Angrisani.



 
 
 

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